Macchia Foresta del Fiume Irminio

Anno di istituzione: 1985
Estensione: Ha 134,70

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Il fiume Irminio è il più lungo corso d’acqua della provincia di Ragusa, nasce sul monte Lauro e dopo un percorso di 50 Km si getta nel Mediterraneo. Diverse sono le ipotesi sull’origine del nome, alcuni ritengono che derivi da divinità locali, altri da avvenimenti storici che avevano a che fare con la vita del fiume, altri, come il Solarino, suppongono che sia di origine semitica e che significhi “schiene di monti sovrastanti”, così come suggerisce il paesaggio ibleo. Un tempo la portata del fiume doveva essere maggiore di quella odierna, se Plinio lo ricorda come l’unico fiume fra Pachino e Camarina e se lo storico arabo Edrisi dice che alla sua foce vi era un porto, mentre il Camilliani afferma che era possibile approvvigionare d’acqua più di sessanta galere. L’attuale aspetto geomorfologico è frutto di lunghi processi e di eventi storici, climatici e geologici che hanno interagito fra loro, è quello di una costa bassa e sabbiosa dove sfocia un fiume a prevalente carattere torrentizio. Proprio alla foce si apre un ampio arenile e la poca acqua che arriva si apre un piccolo varco fra la sabbia. Su entrambi i lati si trovano dei cordoni di dune consolidate grazie a ginepri, lentischi e altre piante olofile. Le dune costituiscono un ambiente estremamente difficile per la vita vegetale; il suolo sabbioso fortemente instabile e permeabile è soggetto a notevole escursione termica tra il giorno e la notte, mentre il vento solleva la sabbia che colpisce le parti aeree delle piante. Il litorale sabbioso della riserva è caratterizzato dalla presenza di numerose varietà Psamnofile, che riescono a superare i problemi di insabbiamento provocato dall’azione del vento, emettendo in breve tempo nuovi germogli che si prolungano finché arrivano in superficie, questi ambienti così difficili per la sopravvivenza della vita vegetale sono considerati dalla Comunità europea “Ambienti di Interesse Comunitario”.

Nella zona retrodunale, dove si incontrano piccole depressioni, ed esigue quantità di acqua salmastra, vegetano la Tamerix gallica e la Tamerix africana, poco più avanti le tamerici lasciano spazio a imponenti e profumati lentischi. Fra le specie animali più rappresentative è doveroso ricordare il martin pescatore, l’airone cinerino, l’airone rosso, l’airone bianco maggiore e la nitticora.
Notizie utili: La riserva si può raggiungere in auto, percorrendo la SS 514 da Catania a Ragusa, proseguendo per la Provinciale 25 (Ragusa – Marina di Ragusa). Da Siracusa si raggiunge percorrendo la SS 115 fino ad Ispica, si prosegue per Pozzallo – Marina di Modica, Sampieri, Cava d’Aliga – Donnalucata.

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